Dietro le quinte dei backlink: miti, segreti e strategie secondo Pietro Rogondino

I backlink sono uno degli argomenti più discussi e fraintesi del mondo SEO. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con il mio collega SEO Pietro Rogondino, consulente SEO con oltre 19 anni di esperienza nell’ottimizzazione di siti web di qualsiasi dimensione e settore. Dalla nostra conversazione è emerso un quadro chiaro: circolano ancora molti falsi miti sulla link building che confondono imprenditori e marketer, impedendo loro di sfruttare al massimo questa potentissima strategia di posizionamento. In questo articolo condivido le sue riflessioni e i consigli pratici che ha maturato direttamente sul campo, sperando che possano aiutarti a costruire una strategia di backlink più consapevole ed efficace.

Mito numero uno: la quantità è tutto

Uno dei miti più radicati tra chi si avvicina alla SEO è che basti accumulare tanti link per scalare le classifiche di Google. Rogondino è categorico: questo è completamente falso, e capire perché è il primo passo per smettere di sprecare tempo e risorse. L’analogia che usa è illuminante: immagina di dover scegliere tra cento complimenti da persone che non conosci e un solo elogio sincero da qualcuno che rispetti profondamente. Il valore percepito è totalmente diverso, e Google ragiona esattamente allo stesso modo quando valuta i link che puntano al tuo sito.

Pietro ha verificato questo principio direttamente sui propri progetti. Racconta di una campagna gestita per un cliente nel settore metalmeccanico — il caso studio SEO è disponibile sul suo sito pietrorogondino.com — in cui il cliente aveva accumulato centinaia di backlink provenienti da directory generaliste e blog poco pertinenti. Il risultato fu deludente: zero miglioramenti nella visibilità organica. La svolta arrivò solo quando si decise di puntare su pochi siti autorevoli e tematicamente coerenti. Pochi link, ma giusti: e il posizionamento migliorò in modo netto e misurabile.

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Una volta compreso che la qualità batte la quantità, emerge una domanda naturale: come si ottengono backlink di valore? La risposta sposta la conversazione su un piano inaspettato, quello delle relazioni umane. Ogni link di qualità, spiega, non è solo un collegamento tecnico tra due pagine web: è il riflesso di una connessione professionale reale tra persone.

Questa consapevolezza ha cambiato radicalmente il suo modo di lavorare. Durante un progetto nel settore dell’edilizia, invece di affidarsi a mail automatiche o richieste standardizzate, ha investito tempo nel costruire rapporti diretti con editor e blogger autorevoli, scambiando idee e cercando di creare valore reciproco. Il risultato non è stato solo un profilo backlink più solido, ma anche un rafforzamento tangibile del brand del cliente. È una lezione che vale la pena interiorizzare: se tratti la link building come un’attività puramente meccanica, otterrai link mediocri. Se la tratti come una costruzione di relazioni, otterrai molto di più.

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C’è poi un secondo mito che vale la pena smontare, quello sui link nofollow. Molti li ignorano completamente, convinti che non portino alcun beneficio concreto alla SEO. La realtà è più sfumata, e Rogondino lo spiega con una metafora efficace: i link nofollow sono come dei piccoli semi. Nell’immediato sembrano non produrre nulla, ma se coltivati con pazienza possono generare risultati sorprendenti. È vero che tecnicamente non trasferiscono autorità ai fini del ranking — il famoso link juice — ma possono portare traffico diretto, aumentare la visibilità del brand e aprire porte a future collaborazioni.

Pietro ammette di averli sottovalutati a lungo, fino a quando un’esperienza concreta non gli ha cambiato prospettiva. Seguendo un cliente nel settore dell’ecologia, ha visto come le menzioni nofollow da blog influenti abbiano incrementato considerevolmente le visite dirette al sito e, nel tempo, attirato nuovi backlink dofollow di qualità. Il meccanismo è quasi paradossale: ignorare i nofollow significa rinunciare a un canale che, indirettamente, può aiutarti a ottenere proprio quei link che stai cercando.

Sulla base di questa esperienza, il consulente SEO Rogondino individua alcune linee guida fondamentali per costruire una strategia di link building solida e sostenibile nel tempo. La prima riguarda i contenuti: creare risorse utili, originali e davvero irresistibili è il modo più efficace per attrarre link in modo naturale, senza dover chiedere nulla a nessuno. La seconda riguarda le relazioni: partecipare a webinar, eventi di settore e community online non è solo un modo per aggiornarsi, ma un investimento diretto nella propria rete di potenziali partner editoriali. La terza riguarda l’analisi competitiva: studiare i backlink dei competitor più forti permette di identificare opportunità concrete su cui costruire un piano di outreach mirato. Infine, c’è la questione degli anchor text, spesso trascurata: un profilo di testi ancoraggio naturale, vario e pertinente al contesto è molto più efficace — e molto meno rischioso — della sovra-ottimizzazione su keyword target.

Pietro segnala anche gli errori più comuni che ha visto danneggiare progetti altrimenti validi. Il primo e più grave è l’acquisto di backlink: Google penalizza duramente queste pratiche, e il rischio non vale mai il beneficio a breve termine. Il secondo errore è l’ossessione per i siti ad altissima autorità: anche un sito medio-piccolo, se tematicamente pertinente, può offrire un link di grande valore. Il terzo errore è produrre contenuti scadenti pur di ottenere una pubblicazione: Rogondino racconta di aver ricevuto, come ringraziamento per alcune collaborazioni, articoli da 600 parole privi di qualsiasi sostanza. Un approccio che non solo è inefficace, ma che nel tempo erode la credibilità del sito agli occhi sia degli utenti che dei motori di ricerca. L’ultimo errore è trascurare i link rotti: un backlink che punta a una pagina inesistente è un’opportunità sprecata, e monitorarli regolarmente è parte integrante di una buona igiene SEO.

La pazienza paga sempre

Costruire un profilo di backlink solido richiede tempo, e Rogondino è esplicito su questo punto: chi si aspetta risultati immediati si sta preparando a una delusione. I miglioramenti più duraturi nascono da un lavoro costante e coerente, non da scorciatoie. Ha seguito un cliente nel settore turistico che ha impiegato diversi mesi prima di vedere i primi segnali concreti dalla campagna di link building. Tuttavia, dopo sei mesi di lavoro strategico e paziente, il sito ha registrato un incremento significativo del traffico organico, superando stabilmente i competitor. La lezione è semplice ma spesso difficile da accettare: nella link building, la lentezza è spesso il segnale che stai lavorando nel modo giusto.

Dopo centinaia di campagne backlink realizzate nel corso della sua carriera, Rogondino è convinto che il futuro di questa disciplina non risieda nella tecnica pura, ma nella capacità di instaurare relazioni autentiche e durature. La sua visione è sintetizzabile in un’idea: dietro ogni link c’è una persona, una storia e una potenziale collaborazione che può trasformare positivamente il destino di un progetto digitale. La tecnica serve, certo, ma è la qualità delle relazioni umane che alla fine determina la qualità del tuo profilo backlink.

Ora che conosci i segreti dietro le quinte della link building, sei pronto per trasformare i tuoi backlink in reali opportunità di crescita online?

Francesco Velluto
Francesco Velluto

Ciao, sono Francesco Velluto, ho 23 anni e studio Lettere e Filosofia all’Università di Bari. Amo immergermi nella musica di qualsiasi genere, soprattutto quando accompagna una birra tra amici. Adoro viaggiare e non rinuncio mai a una partita di calcetto con i miei amici. Sogno di diventare un giorno insegnante o forse scrittore: per ora continuo a studiare e a divertirmi, in equilibrio perfetto tra studio e passioni.

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